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Cosa significa davvero volersi bene? Un esercizio pratico per aumentare l’autostima

📅 11 Agosto 2026✍️ di Manuela Ceccherini⏱️ 4 min di lettura

Negli ultimi anni, il tema dell’autostima è diventato sempre più centrale nelle conversazioni su benessere e crescita personale. Ma quando parliamo di “volersi bene”, cosa intendiamo realmente? Non si tratta semplicemente di farsi un massaggio o di una spa day, anche se il relax ha il suo valore. Volersi bene significa riconoscere il proprio valore intrinseco, accettare i propri limiti e agire consapevolmente per il proprio benessere psicofisico. È un’azione quotidiana, concreta, che richiede dedizione e consapevolezza.

La differenza tra vanità e autentica autostima

Molte persone confondono l’amor proprio con l’egoismo o la vanità. In realtà, sono cose completamente diverse. L’autostima autentica nasce dal Locus di controllo|locus di controllo interno, dalla consapevolezza di avere potere sulle proprie scelte. Volersi bene non significa pensare di essere migliori degli altri o ricercare costantemente l’approvazione esterna. Al contrario, significa accettare se stessi con onestà, riconoscendo sia i punti di forza che le aree di miglioramento.

Quando lasciato la mia carriera amministrativa, ho dovuto affrontare proprio questa distinzione. In quel momento, molti interpretavano la mia scelta come una fuga, come se non fossi stata “abbastanza forte” per continuare. Ma volersi bene significava, per me, riconoscere che quella strada non era più congruente con i miei valori. Non era una sconfitta: era un atto di consapevolezza.

La vera autostima si costruisce quando impariamo a distinguere tra il giudizio degli altri e la nostra realtà interiore. È uno spazio di libertà che possiamo conquistare solo amando genuinamente noi stessi.

Un esercizio pratico per iniziare oggi

Per aumentare l’autostima in modo concreto, propongo un esercizio semplice ma trasformativo. Servono solo quindici minuti e un foglio di carta.

Dividete il foglio in tre colonne. Nella prima scrivete: “Cosa ho fatto bene questa settimana?”. Non importa se sembra piccolo: aiutare un collega, portare a termine un progetto, aver detto di no a qualcosa che non vi faceva bene. Nella seconda colonna annotate: “Un momento in cui ho avuto coraggio”. Peut essere il coraggio di chiedere aiuto, di cambiare idea, di provare qualcosa di nuovo. Nella terza colonna, infine: “Come mi sono preso cura di me?”. Che sia stata una passeggiata, una pausa per respirare, un pasto consapevole.

Leggete le vostre risposte ad alta voce. Questo gesto di riconoscimento attiva una parte del nostro cervello spesso ignorata: quella che registra i nostri successi e i nostri atti di gentilezza verso noi stessi. Ripetete questo esercizio ogni domenica. Nel tempo, creerete una raccolta di prove concrete del vostro valore.

Da anni pratico yoga e faccio escursioni, e devo dire che entrambe queste attività alimentano l’autostima in modo naturale. Quando riuscite a raggiungere un’altura che sembrava impossibile o a mantenere una postura che richiede equilibrio e forza, il vostro cervello registra un “ce l’ho fatta”. Questi messaggi positivi si accumulano e ridisegnano la vostra immagine di voi stessi.

Il ruolo del tempo libero nella rinascita personale

Spesso consideriamo il tempo libero come un’eccezione, uno spazio residuale dopo i doveri. Ma rappresenta in realtà un’opportunità straordinaria per volersi bene concretamente. È durante il riposo, lo studio consapevole di se stessi, le attività piacevoli, che possiamo ri-elaborare la nostra identità.

Nel mio percorso, il volontariato iniziale mi ha insegnato qualcosa di fondamentale: aiutare gli altri senza aspettative di ricompensa aumenta drammaticamente l’autostima. Quando agiamo per generosità pura, il nostro cervello rilascia endorfine e crea una narrazione positiva su chi siamo. Non siamo bravi perché lo dice qualcuno: siamo bravi perché agiamo in coerenza con i nostri valori.

Il tempo libero ben investito diventa tempo di reinvenzione. Che sia leggere un libro che ci ispira, frequentare un corso, passeggiare in natura o semplicemente restare in silenzio con i nostri pensieri, questi momenti costruiscono un rapporto sano con noi stessi. Volersi bene significa anche rivendicare questo spazio come sacro e non negoziabile.

Verso un’autostima consapevole e duratura

L’autostima costruita su fondamenta solide non vacilla con le critiche esterne o i momenti difficili. È come la stabilità che si acquista praticando yoga: quando conosci il tuo centro di gravità, non cadi facilmente.

Iniziate domani. Non aspettate il lunedì, non aspettate che le condizioni siano “perfette”. Prendete quindici minuti, fate l’esercizio delle tre colonne, e leggete ad alta voce le vostre risposte. Poi, durante la settimana, cercate di aggiungere un’azione consapevole di auto-cura: una passeggiata, una meditazione, un pasto senza fretta.

Volersi bene non è un lusso: è il fondamento su cui costruire una vita autentica e consapevole.

Manuela Ceccherini

Manuela ha reinventato la propria vita dopo aver lasciato una carriera amministrativa. Dedicata inizialmente al volontariato, si è poi specializzata nella cura di sé attraverso yoga ed escursioni. Scrive di come il tempo libero possa diventare uno spazio di rinascita continua.

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